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03 March 2011 / IT

Per una coesione economica, sociale e territoriale forte come fattore di crescita nell’Unione europea

Raccomandazioni del gruppo PPE del Comitato delle regioni al Consiglio europeo di primavera 2011

  • L’Unione europea si trova di fronte a una serie di sfide nel suo impegno volto a ridare slancio alla crescita economica. Si sta lavorando per superare la crisi economica e finanziaria, garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, correggere gli squilibri macroeconomici e al tempo stesso rispondere ai cambiamenti demografici e climatici.
  • Molti dei settori legati a queste sfide sociali, economiche e ambientali interessano spesso direttamente gli enti regionali e locali, i quali svolgono inoltre un ruolo chiave nell’affrontare le difficoltà incontrate dai cittadini nella vita quotidiana.
  • Va innanzitutto sottolineato che la politica di coesione è lo strumento principale per realizzare materialmente l’obiettivo strategico del Trattato di Lisbona di riduzione delle disparità socioeconomiche e territoriali e offrire agli Stati membri e alle regioni più eque opportunità di contribuire al processo di integrazione europea.
  • In questo contesto, in vista del Consiglio europeo di primavera del 24 e 25 marzo 2011, il gruppo PPE del Comitato delle regioni ribadisce la sua posizione circa il contributo attuale e futuro della coesione economica, sociale e territoriale in quanto fattore di crescita dell’Unione europea.

 

Il gruppo PPE del Comitato delle regioni:

La politica di coesione come strumento di solidarietà, crescita e integrazione nella costruzione europea

  1. sottolinea l’importante ruolo svolto dalla politica di coesione nel favorire uno sviluppo armonico dell’UE riducendo le disparità tra le regioni e le città e contribuendo ad aumentare il livello del PIL; la coesione economica, sociale e territoriale deve quindi rimanere un elemento centrale del modello europeo di integrazione;
  2. ricorda che la politica di coesione, in quanto politica di investimenti per lo sviluppo, si è dimostrata un’efficace leva per far crescere l’economia delle regioni e delle città e di conseguenza anche degli Stati membri; bisogna quindi rafforzare il collegamento tra la politica di coesione e un quadro di politica economica stabile, senza tuttavia penalizzare gli enti regionali e locali;
  3. evidenzia che il bilancio dell’UE è un’espressione fondamentale dell’integrazione e della solidarietà europea e uno strumento essenziale per la loro promozione; l’UE deve disporre di risorse proprie sufficienti da utilizzare nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, aumentando al tempo stesso costantemente il valore aggiunto europeo;
  4. accoglie positivamente la proposta avanzata dalla Commissione nella Quinta relazione sulla coesione di dare alla politica di coesione, con il suo approccio decentrato e il suo sistema di governance multilivello, un ruolo significativo nel collegare gli obiettivi della strategia Europa 2020 e le nuove sfide che devono affrontare gli enti regionali e locali;
  5. condivide l’idea che occorre continuare ad assegnare una parte consistente delle risorse disponibili alle regioni e agli Stati membri che presentano ritardi, in modo da ridurre il divario di sviluppo, contribuire a garantire eque opportunità alle regioni e favorire la solidarietà europea;
  6. sostiene le proposte della Commissione per quanto riguarda le regioni in fase di transizione, in quanto le regioni che prima rientravano nell’obiettivo Convergenza hanno particolarmente bisogno di sostegno per evitare che i successi ottenuti con l’aiuto dei fondi strutturali siano messi in pericolo dall’interruzione dei finanziamenti;
  7. sottolinea che occorre anche continuare a sostenere tutte le altre regioni europee nel quadro dell’obiettivo Competitività regionale e occupazione, non da ultimo per rafforzare l’innovazione, la coesione sociale e la competitività;
  8. insiste sul fatto che anche la cooperazione territoriale, dato il suo elevato valore aggiunto europeo, deve continuare ad essere un obiettivo a pieno titolo, rivolto a promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, in particolare al fine di contribuire attivamente alla coesione territoriale nell’Unione europea.

    Politica di coesione e strategia Europa 2020
  9. sottolinea che la politica di coesione ha già dato prova della sua efficacia nel contribuire all’obiettivo di una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. La futura politica di coesione sarà quindi orientata al raggiungimento di obiettivi analoghi; al tempo stesso, però, essa non può essere ridotta a mero strumento di attuazione di altre strategie di sviluppo;
  10. accoglie con favore le conclusioni del Consiglio dell’Unione europea in merito alla Quinta relazione sulla coesione, che sottolineano che per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 in modo sostenibile è indispensabile continuare a ridurre i divari di sviluppo all’interno dell’UE;
  11. condivide l’idea del Consiglio secondo cui la politica di coesione, grazie alla sua collaudata struttura di governance multilivello, è in grado di fornire incentivi positivi e contribuire all’appropriazione degli obiettivi di Europa 2020 a livello regionale e locale.

    Appropriazione della strategia Europa 2020 in sede di definizione e di attuazione
  12. evidenzia che gli enti regionali e locali contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi della strategia sia direttamente sia partecipando al processo di appropriazione della strategia; sostiene la creazione di patti territoriali in quanto espressione concreta del principio di partenariato a livello centrale, regionale e locale;
  13. insiste sul fatto che i patti territoriali non devono essere concepiti come nuovi strumenti burocratici, ma come parte integrante dei programmi nazionali di riforma, in modo da consentire l’applicazione del principio della governance multilivello attraverso un partenariato concretamente praticabile tra le autorità centrali, regionali e locali, nel pieno rispetto della legislazione nazionale;
  14. sottolinea che i patti territoriali godono dell’appoggio ufficiale del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni; propone pertanto alla presidenza ungherese di inserire la proposta di creazione di patti territoriali per Europa 2020 nelle conclusioni del Consiglio di primavera di marzo, nell’ambito delle raccomandazioni in merito ai programmi nazionali di riforma.

    Efficienza e risultati della coesione insieme al rafforzamento delle capacità locali e regionali
  15. sottolinea la necessità di affrontare lo sviluppo regionale con un approccio organico che integri politica di coesione, politica agricola e politica della pesca e chiede un migliore coordinamento e un quadro strategico congiunto per l’attuazione dei fondi;
  16. sostiene l’idea che le priorità e il livello di intervento dei singoli fondi vadano definiti con un processo dal basso verso l’alto basato su bisogni regionali e su strategie regionali; respinge pertanto qualsiasi tentativo di definire delle percentuali di intervento fisse per i singoli fondi a livello europeo in base a un approccio dall’alto verso il basso;
  17. sostiene una revisione del bilancio dell’Unione che risponda alle esigenze delle regioni e delle città dell’UE, garantisca una flessibilità sufficiente nella scelta delle politiche e sia strettamente collegata all’attuazione delle politiche sul campo e nel quadro di una cooperazione tra i territory;
  18. ritiene che gli attuali principi della politica di coesione per quanto riguarda il sistema di governance multilivello, la sussidiarietà e la proporzionalità, la programmazione pluriennale e il partenariato, unitamente alla gestione e alla valutazione dei programmi sulla base di indicatori, abbiamo dimostrato la loro validità; accoglie con favore, a questo proposito, gli sforzi per rafforzare il partenariato e il dialogo tra la Commissione, gli Stati membri e gli enti regionali e locali, sforzi che dovrebbero trovare riscontro anche nei contratti di partenariato per lo sviluppo e gli investimenti;
  19. osserva che l’attuale sistema di gestione delle risorse è eccessivamente complesso e soggetto ad errori. L’obiettivo comune di tutti gli attori deve quindi essere quello di ridurre l’onere amministrativo e semplificare la gestione delle risorse nonché le procedure di liquidazione e di audit;
  20. incoraggerà vivamente gli enti regionali e locali a sviluppare risorse finanziarie e istituzionali atte a garantire una gestione più efficiente dei programmi e una migliore utilizzazione dei finanziamenti UE e a far fronte alla complessità dei progetti finanziati dall’UE, principalmente in termini di oneri amministrativi e burocratici; invita quindi l’UE a organizzare specifiche sessioni formative e programmi Erasmus per gli enti regionali e locali;
  21. sottolinea la necessità di garantire livelli di finanziamento adeguati, in particolare in un contesto di tagli ai bilanci pubblici, per consentire agli enti regionali e locali di partecipare ai grandi progetti finanziati tramite i fondi strutturali.