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16 September 2016 / IT

La crisi dei profughi e il ruolo degli enti regionali e locali dell’UE: la nostra sfida comune, la nostra risposta collettiva

Dichiarazione del gruppo PPE del Comitato europeo delle regioni

Salonicco, 16 settembre 2016

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Noi, membri del gruppo del gruppo del Partito popolare europeo del Comitato europeo delle regioni,

 

  1. sottolineiamo che i cittadini si attendono una politica europea efficace in materia di migrazione, che deve costituire l’obiettivo di tutti i decisori politici a livello europeo, nazionale, regionale e locale. Affinché ciò diventi una realtà, tutti i livelli di governo, e in particolare gli enti locali e regionali, devono avere voce in capitolo nell’elaborazione e nell’attuazione di tale politica, dando prova di una cooperazione e di una solidarietà tangibili e rafforzate. La politica europea in materia di profughi e migrazione deve operare una netta distinzione tra i profughi chiaramente bisognosi di protezione e i migranti economici;
  2. riteniamo che la politica dell’UE in materia di migrazione debba essere improntata al rispetto della dignità umana, e dunque al riconoscimento dei diritti dei migranti, alla promozione dell’uguaglianza tra le persone e a una gestione rapida delle richieste di asilo. Al tempo stesso, è essenziale che si riconosca il principio di reciprocità, in base al quale tale politica deve garantire il rispetto reciproco tra migranti e comunità ospitante. Tale principio tutela il modello di società libera, democratica e tollerante che i cittadini europei hanno costruito;
  3. ricordiamo che gli enti locali e regionali sono in prima linea nel fornire assistenza ai migranti in situazione di bisogno che arrivano nell’UE, e hanno dato prova di una lodevole solidarietà nei confronti di altri esseri umani che fuggono dalla guerra, dalla violenza e dalla fame. Spesso con risorse limitate, essi forniscono informazioni essenziali sui diritti e sull’assistenza sanitaria. In considerazione di ciò, chiediamo l’assegnazione di risorse finanziarie sufficienti agli enti locali e regionali, i quali dovrebbero essere responsabili del coordinamento con le ONG pertinenti in merito all’impiego di tali risorse;
  4. diamo voce all’auspicio degli enti regionali e locali, i quali vogliono investire meglio in una soluzione europea integrata comune alla crisi dei profughi. Sottolineiamo che i programmi a carico del Fondo Asilo, migrazione e integrazione dovrebbero venire attuati anzitutto da enti locali o regionali, e che a tal fine dovrebbe esservi una cooperazione migliore con le autorità di gestione nazionali. Riteniamo essenziale semplificare e accelerare le procedure di finanziamento, conferire alle regioni accesso diretto alle risorse finanziarie messe a disposizione dall’UE, e utilizzare sia il Fondo Asilo, migrazione e integrazione che lo Strumento di assistenza di emergenza concepito per rispondere alle crisi umanitarie;
  5. ribadiamo che non dovrà esservi alcuna tolleranza per i trafficanti di esseri umani, comprese le organizzazioni terroristiche, e chiediamo che i pertinenti organi decisionali dell’UE concepiscano ed attuino una strategia più dinamica per la lotta contro tale pratica. A tal fine chiediamo un rafforzamento dello scambio di informazioni con le autorità dei paesi di origine. Riteniamo che, nella lotta contro i trafficanti, si debba applicare un approccio basato sulla governance multilivello per sostenere, con la partecipazione degli enti locali e regionali, l’attuazione del piano d’azione 2015-2020 dell’UE contro il traffico di migranti. In tale contesto, siamo pronti a sviluppare ulteriormente tale azione, in collaborazione con gli enti locali e regionali del Medio Oriente e del Nord Africa;
  6. sosteniamo fermamente gli sforzi compiuti a livello di Unione europea per realizzare una riforma ampia ed efficace del sistema europeo comune di asilo, e chiediamo una migliore cooperazione e una maggiore solidarietà tra i membri del Consiglio europeo a tale riguardo. Serve una riforma che semplifichi e abbrevi le procedure di asilo, limitando il soggiorno spesso forzato dei migranti in strutture temporanee, e garantisca ai richiedenti un trattamento equo e corretto. Sottolineiamo, tuttavia, che la soluzione della crisi dei migranti può essere trovata soltanto individuandone le cause profonde nei luoghi di origine, sostenendo soluzioni al di fuori dell’UE al fine di proteggere le frontiere esterne di questa e dello spazio Schengen. In quest’ottica, diventa essenziale gestire l’insediamento dei profughi e dei migranti nell’UE nonché la radice stessa del problema. E per far ciò occorre offrire sostegno in campo sociale, educativo e sanitario (ad esempio costruendo ospedali) nei paesi colpiti dalla crisi o attuare altre soluzioni locali, nonché proteggere le frontiere dell’UE-Schengen e quelle di transito;
  7. sottolineiamo che, facendo leva sulla reciprocità, sulla cooperazione e sugli obblighi comuni degli Stati membri in relazione alla questione dei profughi, bisogna mettere in opera un piano efficace e attuabile per una ripartizione dei profughi tra tutti i paesi. Un’equa ripartizione degli oneri dimostrerà la solidarietà tra gli Stati membri e in futuro consentirà a un maggior numero di enti locali e regionali di assumere responsabilità e dare un ulteriore contributo alla sistemazione dei richiedenti asilo;
  8. riteniamo che il riconoscimento dello status di rifugiato, il godimento dei relativi diritti e benefici e l’avvio del processo di integrazione nelle nostre società dovrebbero essere limitati ai soli richiedenti asilo che fuggono da guerre, persecuzioni o catastrofi naturali. Mettiamo in rilievo che i richiedenti che non rispondono ai requisiti per la protezione internazionale devono essere rinviati nei rispettivi paesi. Le azioni di rimpatrio devono essere supportate da una cooperazione operativa fra gli Stati membri e le agenzie dell’UE. In quest’ottica, accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di redigere un elenco comune europeo di paesi di origine sicuri nel quadro dell’armonizzazione delle politiche dell’UE in materia di migrazione, sosteniamo un esito positivo degli attuali negoziati interistituzionali, e chiediamo una graduale e proficua adozione dell’elenco da parte di tutti gli Stati membri;
  9. poniamo con forza l’accento sulla necessità di preservare in pari grado, e senza eccezioni, tutte le “quattro libertà” del mercato unico europeo – la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone – in quanto esse costituiscono uno dei capisaldi dell’Unione europea. Esprimiamo grande preoccupazione per qualsiasi possibile restrizione della libera circolazione delle persone, che è un elemento fondamentale del progetto del progetto europeo. In tale contesto, ricordiamo che il ripristino dei controlli di frontiera all’interno dello spazio Schengen condurrebbe a una perdita di investimenti e si ripercuoterebbe negativamente sulla cooperazione economica interregionale e transfrontaliera. Accogliamo pertanto con favore l’istituzione di una nuova guardia costiera e di frontiera europea, che contribuirà a prevenire minacce future e a garantire un adeguato livello di sicurezza nell’UE;
  10. sosteniamo i paesi terzi di transito nella prevenzione delle partenze di sfollati verso l’UE. Dato l’aggravarsi dei conflitti in Medio Oriente e in Africa, e l’aumento delle violenze contro i civili, la protezione dei profughi nelle loro zone di origine deve diventare un elemento cruciale nella gestione del numero crescente di sfollati. Vogliamo che questo sia parte integrante, umana e sostenibile, della strategia per la crisi dei profughi, e pertanto ci impegniamo a investire maggiori risorse nell’elaborazione di una tabella di marcia integrata e a lungo termine, che aiuti le persone a ricostruirsi una vita dignitosa quanto più vicino possibile ai loro paesi di origine.